arpa - Arpaterapia
Eleonora Perolini - Arpista, Musicista, Didatta, Giornalista, Ricercatrice
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Siamo agli sgoccioli ... Venerdì e sabato 16 e 17 settembre si terrà il primo convegno di Arpaterapia in Italia.  Desidero ringraziare anticipatamente tutti coloro che interverranno e le 15 candidate che varano questo grande progetto.


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L’ArpaTERAPIA PARTE DA BIELLA. quando le vibrazioni diventano un  massaggio interiore
In generale il Musicologo è uno storico, più che un filosofo, che accentra gli studi attorno alla documentazione che trova ed accumula. Se la musica esprime ciò che non si dice con le parole, il tentativo in gran parte della Musicoterapia è di rivelare il messaggio che le vibrazioni sonore hanno trasmesso (anche inconsapevolmente) sin dalle loro origini. Attraverso l’esposizione obbiettiva dei fatti, integrata dall’intuito, il pensiero di Schopenhauer inerente alla filosofia della musica “che cosa è, come è formata, che cosa vuol dire, come si collega con l’umanità e il mondo, ecc. “dimostra straordinaria avvedutezza, corroborata e rafforzata in seguito da ulteriori teorici”. Molto stimolante è la concezione della forza della musica oltre ogni spazio, che si estranea da idee pessimiste che predominano nella sua visione del mondo e che fanno intravedere un lume di speranza, forse inconsciamente accordatogli dall’ascolto continuo di musica in occasioni e momenti ripetitivi come il dopo cena.
“Potrei dire qualcosa a proposito del modo in cui la musica è percepita - continua Schopenauer - entro e attraverso il tempo soltanto assoluta esclusione di spazio e a prescindere anche dall’influenza della conoscenza del caso. Perciò senza la comprensione sono i suoni che fanno l’effetto dell’impressione estetica, senza obbligarci a ritornare alle loro cause”.
Ogni individuo “sente”. In America la concezione del “sentire” è tradotta col verbo “feel” da qui la parola feeling. Sentire in senso di emozione, coinvolgimento, interiorità.  La musica ha questo potere. Può entrare in ognuno di noi produrre effetti diversi, speciali, irripetibili, unici. Che possono anche modificarsi con l’andare del tempo conservando i valori iniziali.
Il benefico raccordo tra musica e benessere è stato appurato stabilmente. La musica suonata con l’Arpa apporta un piacere particolare stimolando attraverso le onde acustiche fantasia e creatività. Oltre all’effetto appurato su anziani cognitivi e non, l’ascolto di questo strumento viene impiegato da strutture aziendali che prevedono corsi di formazione e antistress, ottenendo momenti di rilassamento atti a incrementare la produzione successiva, da centri di Yoga e Tai Chi, Centri Termali, Centri di Massaggio, dove vengono strutturati spazi di relax e di benessere. Anche nel campo della riabilitazione l’avvicinamento a questo strumento può giovare non solo con l’ascolto ma anche provando l’emozione di accarezzare le corde e producendo quelle armonie che così sembrano ancora più vicine.Negli Stati Uniti si sono prefissi di inserire nell’organico sanitario un’arpista per ogni ospedale entro il 2020. In Italia esistono già situazioni che avvicinano l’Arpa alla sfera del benessere e in ambito sanitario, apprezzandone i benefici terapeutici offerti da questo magico e affascinante strumento. Le Cliniche geriatriche Pietro Redaelli di Milano nel reparto Hospice hanno creato da qualche mese gli incontri con l’Arpa di Eleonora Perolini, che dopo qualche primo assaggio sperimentale in rinomati istituti Neurologici ed un cammino prettamente in ambito sanitario è attiva in diverse strutture su territorio nazionale.
“La musica ha quasi sempre effetto calmante – dice Eleonora Perolini che un anno fa ha aperto a Biella la prima scuola di Arpa Curativa Italiana – Nel caso dell’arpa entrano in gioco le vibrazioni emesse dalle lunghe corde dello strumento. Vibrazioni che sembrano muovere l’anima e il corpo. raggiungano il sentire dell’individuo in modo da esercitare  un massaggio interiore in particolar modo su anziani. Pare che le corde dell’Arpa vibrino con lo stesso principio della  voce umana e raggiungano così il sentire emotivo della persona creando un benefico effetto interiore e uno stato di calma e rilassamento. Tutto questo è dovuto al fenomeno acustico delle onde sonore create dalla percussione della corda che vanno a produrre una condizione di benessere esercitando un effetto calmante e stimolando un vero e proprio massaggio corporeo dovuto a vibrazioni solo effettuate dal vivo,  semplicemente, naturalmente senza l’uso di alcuna apparecchiatura. Ecco quindi il benefico risultato del rapporto musicale di bambini difficili, donne in gravidanza, malati terminali, drogati e anziani.”
Che la Musica faccia bene a qualsiasi età è già stato più che dimostrato. In diverse direzioni, con metodologie diverse si è sottoposto il pubblico, di genere ed età diversa, alla Musicoterapia in ogni più ampia specie.
“L’idea di offrire agli anziani la possibilità di avvicinarsi alla musica in modo utile, concreto e soprattutto guidato, - continua l’arpista - nasce da osservazioni sulla longevità dei musicisti. Statisticamente, i musicisti sono tra i soggetti più longevi della razza umana. In particolar modo le arpiste. Tutto questo lascia pensare che le vibrazioni che raggiungono l’anima, l’interiorità di questa categoria possano in qualche modo essere componenti di un risultato che, in un’era come la nostra, con malattie mortali che colpiscono i tutte le direzioni, decisamente curioso e interessante. Molte possono essere le componenti dovute a questo risultato. Sebbene il lavoro del musicista porti a stress, a tensione, basse restano le percentuali di morte dovute a infarti, collassi, ecc....”
E questo a che cosa può essere dovuto…
“Uno dei fattori può essere indubbiamente l’attività fisica. Secondo alcune ricerche americane, pare che certi piccoli movimenti del nostro fisico (come spostarsi i capelli, gesticolare e tamburellare con le dita) portino il nostro metabolismo a funzionare in modo continuativo “sforzandosi” di fare in modo inconscio dei piccoli movimenti “contro natura” svegliando così certi punti del nostro organismo. Seguire il tempo ritmico, tirare delle corde, battere le bacchette sul tamburo, sono sicuramente “gesti” anomali che fanno scattare in ogni individuo un meccanismo di risveglio per certi parti del corpo esterne e interne che mai avrebbero esercitato certi movimenti in modo dolce e attivo, senza essere provocati in modo volontario.Geniale è il coinvolgimento della mente in ogni rapporto Musicoterapeutico. In primo luogo ogni gesto è comandato dal cervello, in modo volontario. A ciò si associa l’ascolto del suono che costringe il movimento ad essere effettuato in quel preciso istante: la mente dipende dalla musica”.
Le tecniche  che funzionano meglio derivano da discipline orientali come “Yoga” e meditazione dove l’ascolto e la consapevolezza del proprio corpo sono basilari.
Qual è lo scopo dell’ascolto dell’Arpa?
“Visti i risultati ottenuti con maggior naturalezza fino ad oggi credo che il rilassamento sia il fine di tutto. Sembra strano ma quando suono specie le persone anziane si assopiscono e quindi, rilassandosi, respirano in modo tranquillo, senza ansia. Lo squilibrio della respirazione è molto frequente anche se non sempre evidente. Non si sfrutta tutta la capacità respiratoria di cui si dispone. La maggior parte respira abitualmente in modo superficiale, utilizzando solo una parte dello spazio disponibile nei polmoni e ha dimenticato come si respira in profondità. E’ sufficiente osservare un neonato o un bambino piccolo per ricordarsi come si respira in modo rilassato ed efficace. La nostra respirazione dipende da come “usiamo” il nostro corpo e da come ci sentiamo. La rigidità fisica è invariabilmente accompagnata da una cattiva respirazione  e una cattiva respirazione è la conseguenza di una rigidità fisica. Tutto questo cresce quando i soggetti sono anziani e dove comunque l’emotività e l’ansia diventano componenti di stress per ogni individuo”.
Quindi è consigliato l’ascolto. Ma per avvicinarsi allo studio dello strumento?
“Oggi, come in ogni settore, lo studio di uno strumento musicale non è più così inaccessibile, sotto ogni punto di vista. Noi, come Arpademia, progetto nato nel 2002, siamo strutturati per seguire allievi di ogni genere ed età, fin dall’inizio in modo piacevole, ma nello stesso tempo serio e proficuo. Ho delle giovanissime allieve già vincitrici di concorsi che credo intraprenderanno l’attività sia concertistica che terapeutica…in fondo è la stessa cosa”.
Perché?
“Perché bisogna suonare bene, con sentimento e saper trasmettere emozioni… è la Musica che “usa” noi e non il contrario…”
 
E dopo il risveglio?
“Non è un sonno profondo, le persone si rilassano e in quel frangente di tempo si lasciano coccolare dalla musica rilasciando la tensione muscolare e facendo sorgere il bisogno di liberare ed esprimere i propri sentimenti. In modo particolare questo avviene quando coadiuvato dalla musica dove emozione e fantasia sono alimentate dalle vibrazioni sonore. Quando i sentimenti vengono trattenuti o repressi per anni il diaframma (muscolo che controlla il processo respiratorio) può irrigidirsi e comportarsi come un coperchio. I sentimenti repressi, di collera o di dolore probabilmente sono stati accumulati in anni di controllo delle emozioni che non sono mai state proposte né espresse. In questo caso la respirazione è sicuramente superficiale e in qualche misura limitata. Gli anziani sono sicuramente i soggetti che portano con sé la storia della propria vita e nella maggior parte di casi vivono nell’incapacità di esternare i propri sentimenti. Questo porta a situazioni di ansia, cattivo umore, mancanza di serenità quindi inappetenza, crisi depressive e quanto segue. La Musica è base fondamentale di tutto. Un individuo anziano tramite una seduta terapeutica con una respirazione regolare trae sicuramente beneficio, rilassamento e giovamento per il prolungarsi dei giorni. E’ essenziale la terapia di gruppo dove si alternano gli esercizi di respirazione e ascolto con canti e semplice ascolto di musiche adatte e letture di poesie”.
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